Le attività del Csi nel TG

Il caos attorno allo sport

(Da L'Eco di Bergamo del 08/11) 

La buona notizia è che l’attività del Comitato di Bergamo è di alto livello non solo per l’aspetto organizzativo o per il numero di società partecipanti: è di alto livello per l’attenzione che sa porre anche agli aspetti più socialmente delicati. Mi riferisco per esempio al tema del rapporto con gli oratori, di cui ho già scritto settimana scorsa, e al tema dell’inclusione sociale. Nel bell’articolo di ieri a firma Monica Armeli si racconta di un’esperienza che potrebbe essere letta come “minore” in termini sportivi, di squadre partecipanti e degli aspetti organizzativi. Si tratta invece di una esperienza di primo livello dal punto di vista etico, morale, sociale e sportivo: quella del calcio a 5 special, con la condivisione, nella stessa società, dell’attività sportiva fra ragazzi con diverse abilità. Rispetto a questi progetti siamo comunque ai primi passi e di strada da fare ce n’è ancora tanta. Ma almeno ci stiamo muovendo nella giusta direzione.
La cattiva notizia è quello che Vittorio Bosio, presidente nazionale del Csi, denuncia come il caos attorno all’attività sportiva. In una intervista al mensile “Vita”, apparsa online ieri, Bosio denuncia con la sua caratteristica franchezza l’attacco al mondo dello sport genuinamente dilettantistico, proposto in particolare dagli enti di promozione sportiva. In un clima di grande incertezza, con la riforma del Terzo Settore che avanza definendo sempre più nettamente i propri contorni, Bosio ricorda per esempio di aver già segnalato al governo che “le Associazioni sportive dilettantistiche e gli Enti di promozione sportiva corrono grossi rischi se non possono beneficiare della qualifica di Associazioni di promozione sociale”. E aggiunge che è necessaria “un’armonizzazione normativa con il D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) e confermare il riconoscimento delle organizzazione sportive dilettantistiche come soggetti attivi in questo mondo, a partire dal ruolo sociale che svolgono”. Invece, intanto appare all’orizzonte, nel pacchetto sport della Legge di stabilità, la nuova figura di società sportiva dilettantistica lucrativa. Con buona pace della storia sportiva scritta in 75 anni da un esercito di volontari che hanno contribuito alla diffusione della pratica sportiva in tutta la nazione.
Serve, conclude Bosio, una nuova stagione di confronto ampio e serio. Soprattutto è fondamentale che lo Stato riconosca l’importanza dello sport di base, educativo e formativo, non solo quello di alto profilo agonistico.

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