Le attività del Csi nel TG

Editoriali del Presidente

Lo sci vincente oltre le piste

(Tratto da l'Eco di Bergamo del 22/03)

Possiamo forse archiviare il decimo successo nel Trofeo nazionale di sci senza rendere omaggio, a nome del Csi provinciale, allo squadrone orobico? No. Anche perché non si tratta solo di riconoscere e celebrare una grande prestazione sportiva (e già sarebbe un fatto importante) ma anche e soprattutto di mettere in evidenza un ambiente che sta dimostrando che la coesione, il saper fare squadra, la compattezza, sono il modo migliore per conquistare le vette dello sport.
Chiuso un altro campionato provinciale che lascerà un segno fortemente positivo nella storia dell’Associazione, messo in bacheca un altro trionfo nazionale, si tratta ora di guardare al futuro partendo dall’aspetto fondamentale: il clima di sincera collaborazione che si è creato nell’ambito dello sci alpino. È un patrimonio da preservare, affidato a un gruppo di dirigenti che sta dimostrando cosa significhi veramente fare sport educativo e formativo.
L’incontro dei ragazzi della Junior Tim Cup, all’oratorio di Brusaporto, mercoledì scorso, ospiti del parroco don Marco Milesi, con il campione di Serie A, il portierone dell’Atalanta, Gollini, è stato poi il prologo di una bella giornata trascorsa la domenica allo stadio. Negli occhi dei ragazzi brillava una luce incredibile. Quando Gollini è entrato nel salone dell’oratorio ha provocato un’ondata di entusiasmo che ha contagiato tutti i presenti. Quando le squadre sono entrate sul campo dello stadio lo sguardo dei giovani calciatori si perdeva nell’immensità del sogno. Chissà se qualcuno di loro, un giorno, tornerà da protagonista, da giocatore di Serie A, a calcare quell’erba che per i ragazzi è magica. Glielo vogliamo augurare, ma non è l’aspetto fondamentale. Quello che conta è che attraverso il gioco, lo stare insieme nella squadra, nel condividere la bellezza di un’avventura tanto grande, si cementi fra di loro l’amicizia, la solidarietà, la capacità di volersi bene. Soprattutto che crescano con la convinzione che nessuno deve essere solo nella vita e che ognuno è fratello dell’altro. Fra i molti “effetti collaterali” positivi della Junior Tim Cup vogliamo pensare che questo sia uno dei più significativi. Sarebbe bello poi che nella vita ognuno di loro potesse seguire il desiderio di una piena e felice realizzazione nel mondo degli adulti: dal medico all’operaio, dall’insegnante all’agricoltore, al cuoco e via dicendo. In tutto quello che è lavoro, cioè opera dell’uomo messa al servizio della comunità, c’è la dignità della persona che vi si applica e che in quel lavoro si dona, portando intelligenza, creatività, sensibilità, estro.

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