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Il Consulente Ecclesiastico

L'altra sera: una Pasqua educativa

(Da l'Eco di Bergamo del 12/04)

L’altra sera, nel Santuario della Madonna dei Campi di Stezzano abbiamo celebrato la Pasqua dello Sportivo insieme a tutti i membri del Comitato. Erano presenti anche alcuni rappresentanti delle diverse società sportive che hanno desiderato parteciparvi. Una ricorrenza usuale! Una ricorrenza che quest’anno però, ha assunto un sapore speciale perché s’inserisce nelle tante iniziative che ci preparano al prossimo Sinodo dei Vescovi. Un Sinodo che avrà i giovani e la loro Fede come argomenti fondamentali su cui riflettere.
L’altra sera sono stati tanti i giovani atleti, gli allenatori, i dirigenti, gli arbitri e i volontari in genere che hanno partecipato alla Messa. E nel loro incontrarsi, hanno reso visibile la capacità del mondo sportivo di condividere non solo i momenti di gioco ma anche di preghiera e di riflessione. Qualcuno dirà che è stata solo una Messa animata e quindi poca cosa. Tuttavia mi pare di poter dire che – proprio due sere fa - il mondo dello Sport e in particolare quello del Csi, ha mostrato come oggi è ancora possibile educare il corpo, il cuore e la Fede. Proviamo a fermarci e ad alzare un attimo lo sguardo: chi riesce oggi a trasmettere – in una sola occasione! - sentimenti di appartenenza, di impegno, di sacrificio, di rinuncia o di passione, di entusiasmo e di progettualità?
L’altra sera, la presenza di così tanti giovani sportivi ha certamente colpito. Per un verso ha confermato che il mondo giovanile non è lasciato a se stesso ma esiste ancora una possibilità per far incontrare i giovani e il Vangelo, attraverso lo sport appunto! Dall’altro, la celebrazione in prossimità della Pasqua - ovvero il ricordo del corpo di Gesù che giunge alla pienezza nella resurrezione e all’impegno dell’annuncio passando attraverso l’umiliazione, la sofferenza e la croce – ci conferma che può esistere un forte nesso tra sport, educazione e Fede. Senza bisogno di particolari tesi teologiche o filosofiche, i giovani sportivi presenti – secondo me per intuizione ed empatia! – hanno potuto comprendere bene la grandezza e la profondità degli ultimi giorni di Gesù e li hanno potuti interiorizzare come decisamente significativi. Perché? Perché Gesù era fatto della loro stessa carne che, se vuole ottenere buoni risultati, non può non condividere la logica di un progetto e di un percorso di vita anche a costo di alcune fatiche. Proprio come Gesù nel suo non venire meno alla missione affidatagli da Dio Padre, così ogni sportivo è sempre chiamato a compiere un cammino in cui la fedeltà può condurre alla fatica, alla sconfitta ma poi certamente alla vittoria, magari non sportiva ma sicuramente morale.
L’altra sera, per tutte queste ragioni la celebrazione della Pasqua dello Sportivo è stata anche una Pasqua “educativa”! Chissà se un giovane – ma anche noi adulti! - baciando il Cristo morto nel prossimo Venerdì Santo, saprà percepire tutto questo? Chissà se qualche allenatore saprà spiegarlo ai suoi giovani. Con la voce, ai suoi atleti dica pure “Buona Pasqua”; ma aggiunga anche “educativa”: quel corpo che risorge non lascerà sicuramente indifferente il cuore e la mente di nessun giovane. A maggior ragione se sportivo.
Buona Pasqua a tutti.

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